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Solo poche cose
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giovedì, 01 dicembre 2005 Troppe volte il bello che c'è negli altri non viene apprezzato per quel che è, ma suscita l'interesse e la curiosità solo come pietra di paragone: «Perché io no?». Non so se sia giusto o sbagliato, naturale o innaturale. Certo è un peccato.
mercoledì, 30 novembre 2005 Per carità, a volte un sorriso può dire più di mille parole. Aiuta chi lo riceve, gli fa sentire davvero quello che si sta dicendo.
Però. Però. Chi sorride, dovrebbe essere anche sicuro di saperle dire quelle mille parole, conoscere profondamente quello che sta dicendo. Il sorriso non può essere una scusa per non pensare. giovedì, 24 novembre 2005 Quando c'è qualcosa che ti tamburella in testa di continuo, e continui a chiederti «perché?». Ma poi ti rendi conto di conoscere benissimo la risposta, ma non per questo smetti di chiedertelo.
martedì, 15 novembre 2005 Non mi è chiaro se fare fatica è qualcosa che davvero fortifica e fa crescere. Sicuramente non si diventa forti senza fatica. Ma a volte quello che si deve sopportare costa così tanto che non si regge, e non ci si guadagna nulla, se non paura.
lunedì, 07 novembre 2005 Novità: alcune persone che leggono questo blog mi conoscono. Prometto che non cercherò di parlare a loro, non in questo blog: per quello ci sono le parole.
sabato, 05 novembre 2005 Io vedo nella vita delle persone sempre più tristezza di quella che c'è. Mi chiedo se sia perché so trattare solo con quella, e mi senta semplicemente fuori posto con chi è felice.
venerdì, 04 novembre 2005 Sto cercando di (imparando a?) fare cose che vanno completamente contro il mio istinto. Mi verrebbe naturale fare A, e invece faccio B. Non so davvero se sia giusto o meno. Certo è che aver fatto quel che mi veniva d'istinto, finora, non mi ha portato molto lontano.
giovedì, 03 novembre 2005 Stamattina c'era un mendicante che si aggirava per i marciapiedi. Sporco, malcurato, con lo sguardo perso, l'unica sua interazione con qulcuno è stata per chiedere una sigaretta.
Mi sono chiesto quali differenze ci sono tra me e lui. Entrambi abbiamo perso il controllo della nostra vita, e non abbiamo più la forza, né la voglia, di reagire e risolvere i problemi. La differenza tra me e lui è che io ho una famiglia alle spalle che mi sostiene, e lo ha fatto attivamente negli ultimi 30 anni. Inoltre i miei vestiti non sono ancora così sgualciti come i suoi. Infine, e non è poco importante, io sono più giovane di lui, per cui di principio ho più possibilità di rimediare. lunedì, 04 luglio 2005 Visto che da dire non ho più nulla, cito quello che scrivono gli altri. Mail di un'amica in partenza, notare all'inizio non riesco a tradurle in lettere...
E non è che io abbia tante altre cose da dire, ossia ne ho tante in testa ma non riesco a tradurle in lettere, parole, proposizioni, discorsi, scritti. La casa è vuota, la musica è spenta, il cuore batte forte, i piedi sudati, gli occhi umidi, la lingua secca, il rintocco dell'orologio a pendolo, la lavatrice che fa il suo dovere, il disordine padrone dello spazio, una indefinibile emozione, una preoccupazione, un fastidio, un non sapere. giovedì, 05 maggio 2005 Un regalo deve fare piacere a chi lo riceve. Troppo spesso, al contrario, viene invece usato come strumento da chi dona, per chiedere, per sottintendere, per affermare, per rassicurare o rassicurarsi. Naturalmente, la contentezza di chi riceve può ben essere contentezza anche per chi regala.
domenica, 01 maggio 2005 Oggi in teoria ricorre il compleanno di questo blog. Trecentosessantacinque giorni. Onore ai caduti.
domenica, 06 febbraio 2005 Quando si chiede «Come va?», bisogna essere pronti a ricevere la risposta «Va male». In particolare, la domanda «Come va?» utilizzata solo per far partire una conversazione è un po' meschina, qualcosa che di fatto induce a dire cose false.
sabato, 22 gennaio 2005 Questo blog è fermo da un po' (troppo). Il punto è che ho da fare cose fuori da qui. È la prima volta che mi capita. Eppure avrei tanto da scrivere, anche se magari non ancora formate completamente. Ma ci sono cose là fuori.
Grazie a tutti! domenica, 09 gennaio 2005 La solita scenata, diranno quelli che mi conoscono. C'è stato un motivo serio, perché questo posto meritasse di sparire, per sempre. Ma non ci si può sempre chiamare fuori, mano sulla coscienza, riconosciamo gli errori, e tiriamo avanti. Da oggi l'indirizzo di questo blog è pertanto:
http://unpodipiu.splinder.com. mercoledì, 05 gennaio 2005 Questo blog chiude. Ha portato del male.
sabato, 01 gennaio 2005 Nella crescita di una persona è necessario imparare a convivere con i propri difetti, a saper razionalizzare i propri limiti e le proprie paure, a sapersi perdonare le piccole beghe maniacali dalle quali siamo affetti, e delle quali siamo in definitiva le vittime.
A questo punto, compresi appieno i profondissimi problemi sigmundfreudiani che muovono le nostre azioni, per prima cosa ridiamoci su, che fa solo bene. E stiamocene tranquilli. Per seconda cosa, se c'è qualcosa che non va, risolviamola, senza prendere la scusa dei citati problemi sigmundfreudiani come anestetizzante per scaricarci dalle responsabilità. venerdì, 31 dicembre 2004 Le affermazioni straordinarie, le promesse iperboliche, le costruzioni altissime. Tutto questo non si mette alla prova più tardi, o domani mattina, o l'anno prossimo. È la quotidianità spicciola di subito la prova più difficile e spaventosa.
È tutta la vita che predichiamo bene. Adesso è ora anche di razzolare bene. Me l'ha detto ieri sera un'amica, questa è stata la frase della serata.giovedì, 30 dicembre 2004 Come comportarsi da adolescenti: non dire una cosa innocua per timore che potesse venire mal interpretata. In questo modo, una cosa da poco rimarrà avvolta da contorni mal definiti, apparendo in definitiva come chissà quale misfatto. E causando ben più fraintendimenti del necessario.
Verità, verità, non è mai una scelta sbagliata. mercoledì, 29 dicembre 2004 Io non passo mai con il semaforo rosso. È una cosa sulla quale non transigo. Fossimo anche nel deserto del Negeb all'incrocio di due mulattiere. Un sacco di volte, in tutta sincerità, passare non comporterebbe il benché minimo rischio. Ma non lo faccio.
Però, però... Non venitemi a parlare di limiti di velocità senza prima raddoppiarli. In autostrada si va a 150 almeno, no? E toglietevi di mezzo tutti quanti che c'ho da passare io. Regole: ora sì, ora no. Decido io, ci mancherebbe. lunedì, 27 dicembre 2004 Molti dei miei amici sono persone che sanno trovare il lato positivo di ogni situazione. Effettivamente, è proprio per questo che mi sono amici. A volte mi chiedo se davvero apprezzano qualcosa di me, se ho qualcosa di speciale, di particolare. Oppure se il cardine del nostro rapporto sta tutto nel loro grande entusiasmo, nel loro appassionarsi di tante cose diverse, nel loro tenere in piedi ogni situazione.
domenica, 26 dicembre 2004 Ci sono cose che uno conosce bene, le sa già, belle o brutte che siano, ne è consapevole. Ad esempio dell'amicizia con la tal persona, o della inimicizia con la talaltra; oppure della qualità, buona o cattiva, di un lavoro appena svolto. Comunque sia, fa tutta un'altra impressione sentirle dire. Chi sa come mai, magari è solo un'impressione. Chi sa perché di alcune cose si sente così tanto il bisogno di parlare, di esplicitare, di dichiarare.
Probabilmente è solo insicurezza. Il bisogno di avere una traccia stampata di un pensiero che altrimenti non si saprebbe se giudicare verosimile o meno. In questo senso, dire le cose aiuta. Ma forse c'è di più, forse non è solo (mia) debolezza. Forse stampare le cose dà loro un'identitè più solida (più reale? - no, sarebbe troppo). Ma poi ci sono altre cose, quelle che invece uno proprio non sa, non capisce, non comprende, o magari di cui intuisce solo qualche frammento. Diciamo che conosce poco (pubblicità!). E allora parlare di queste diventa difficile, e anzi forse non è opportuno, addirittura dannoso. Perché parlarne potrebbe stampare indelebilmente una cosa che ancora non si è formata, e potrebbe congelarla in uno stato che non è quello migliore, cui si potrebbe arrivare solo in un'altra fase. Mi si obietterè che è del tutto arbitrario arrivare allora a decidere di salvare (File → Save) qualcosa. Quando possiamo stabilire che qualcosa è ormai definitivo, giunto alla dignità di permanenza? Mai, presunzione sarebbe mettere le quattro lettere FINE. Ma insomma, bisogna pur vivere, i compromessi sono necessari, aiutiamoci come si può. martedì, 21 dicembre 2004 Io mi sono imposto delle regole in questo blog, tipo non scrivere troppo, non trattare di politica, non parlare dei fatti miei, assieme a tante altre.
In particolare, c'è quella di riportare solo materiale mio, originale (o comunque rielaborato), e di non usare quasta pagina come elenco di bookmark. OK, inizio a rompere quest'ultima regola, perché questo post merita davvero, ed è inutile che cerchi con parole mie di ri-esprimere quanto detto così bene già da lei, che si guadagna pure il link. Ecco. Regola felicemente infranta. sabato, 18 dicembre 2004 Poco (II)
La parola poco ha quattro lettere, contro le due di po'. Orbene, mi pare che siano necessarie tutte. Perché del poco ce ne è da dire, e due lettere sole proprio non gli renderebbero giustizia. Interi libri e poesie magnifiche sono stati scritti sul poco. Poco è quel che è quasi ogni uomo. Poco è il valore di un nostro pensiero, di un nostro sentimento, di un nostro desiderio. D'altro canto, poco è anche il male che ci può venire fatto. C'è purtroppo un grosso rischio, di non comprendere più il valore di quel che facciamo. Attenzione, non deve succedere. venerdì, 17 dicembre 2004 Poco (I)
Ho chattato con una persona che conosco piuttosto bene da tanto tempo. E ho scoperto che lei usa preferibilmente la parola poco rispetto a po'. In effetti, mi sono reso conto con sorpresa che proprio da lei ho imparato ad apprezzare questa parola, che è ben più musicale e più pesante della sua forma apostrofata. Ormai è una parola mia, e le ho dato una certa storia. È stato un bel regalo. venerdì, 10 dicembre 2004 La mattina guardo la clessidra piena di sabbia che mi dovrebbe accompagnare per la giornata.
Ma era zucchero, ed è passata dell'acqua, e lo ha sciolto, e non c'è più. giovedì, 09 dicembre 2004 Del corso di chimica mi ricordo solo il concetto di catalizzatore. Quell'elemento C che fa avvenire la reazione tra altri due, A e B, che da soli non riuscirebbero. C rimane immutato al termine della reazione
Che cosa diamine penserà C? Si sentirà utile o inutile? Senza di lui non succede nulla, ma lui non può vivere l'unione, la separazione, la reazione di A e B. Me lo immagino tutto solo, mentre gli altri festeggiano. domenica, 05 dicembre 2004 Un anonimo mi ha posto la seguente domanda nei commenti al post di ieri. Mi pare significativa, la rigiro a tutti.
Secondo voi, è peggio perdere una cosa, o avere paura di perderla? sabato, 04 dicembre 2004 Se qualcuno vi ruba un'idea, vuol dire che era buona. Statene contenti.
giovedì, 02 dicembre 2004 (2)
Ecco, però non saranno mai il sole, o la pioggia, o il vento, o la neve, a farci stare davvero bene e male. Sta a noi mettere un cappellino, aprire l'ombrello, sigillare la cerniera, o indossare gli sci, e andare avanti, con passo fermo, rialzandoci quando scivoliamo. mercoledì, 01 dicembre 2004 Succede che piove quando vuoi andare a passeggio, che non c'è vento se vuoi fare lo wind-surf, che c'è il temporale quando vuoi dormire. Peggio ancora, c'è un sole folgorante quando il tuo cuore di giallo non ne vuole sapere punto.
Grazie, Natura, perché ci ricordi che il mondo non è fatto per servire le nostre intenzioni, neppure quelle buone. |
Non so dire molto, ma non vorrei dire niente. Proverò a dire poco.
I commenti anonimi sono permessi ma non particolarmente graditi. |